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Intervista a Tony Fusaro

Intervista a Tony Fusaro

Il commentatore storico del “Fantastico Mondo Del Catch” ai microfoni di ITAwrestling.

Abbiamo avuto l’onore, grazie alla sua disponibilità, di poter intervistare Antonio Fusaro, ovvero “il Commentatore” (con la C maiuscola) di una nota trasmissione televisiva, di immenso successo, nel corso degli anni ’80. Vi invitiamo quindi a leggere, di seguito, l’intervista integrale:

ITAwrestling: Come prima domanda vorremo capire quali difficoltà hai incontrato nel passare dal doppiaggio di serie tv/documentari/film al commento di uno sport ai quei tempi sconosciuto in Italia?

Tony Fusaro: Dovete sapere che a quei tempi, siamo negli anni 80, ero titolare della “Tony Fusaro e company” un’azienda che si occupava principalmente di edizioni cine/televisive. Cioè, curava l’edizione in italiano di films, cartoni animati, documentari, varietà, eventi sportivi e pubblicità e tante altre attività. Una società di servizi e di post-produzione, traduzione da lingue straniere dei testi ed adattamento dei dialoghi. Costruzione e integrazione di colonne sonore e di rumori, composizioni musicali per sigle, titoli di testa e di coda ed effetti speciali, doppiaggio, sincronizzazione, missaggio e tutte le attività legate appunto alla post-produzione. Quindi di materiale nei miei studi ne passava tantissimo.

Un giorno, uno tra i vari miei clienti e precisamente la “Italian TV Broadcasting”, per la quale editavo appunto films, cartoni  animati ed altro, mi convocò presentandomi e proponendomi una videocassetta di Wrestling giapponese, chiedendomi di visionarla e di trovare il modo di presentare in Italia questo sport-spettacolo allora per la nostra nazione completamente sconosciuto. Si parlò anche di royalties, cioè dei diritti di pubblicazione e di commercializzazione del prodotto finito e quindi, una volta completata l’edizione italiana, dell’eventuale messa in onda del programma, attraverso le emittenti televisive allora conosciute come  “televisioni private”. La ITB (Italian TV Broadcasting) era all’epoca un’azienda che si occupava di importazione e di distribuzione dei programmi editati in italiano. Ebbi carta bianca per inventare, produrre ed editare il programma “numero zero”.

Studiai per un po’ documentandomi su questo sport/spettacolo già noto e diffuso negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Francia per quanto riguardava l’Europa. Le notizie non erano tantissime, anzi.

Al di là di aver appreso della popolarità che questo sport aveva nelle nazioni precedentemente elencate, appresi anche che i lottatori, oltre alla grande preparazione atletica, ottenuta con ore ed ore di estenuanti esercizi in palestra, attingevano le tecniche poi utilizzate nei combattimenti da varie discipline sportive e prevalentemente dalla Lotta Libera e dalla Lotta Greco-Romana oltre che dalle Arti Marziali, rendendo  così spettacolari  e plateali i loro incontri.

ITAwrestling: Quali espressioni, utilizzate ancora oggi dai commentatori, sono realmente state coniate da te ? Intendo, per citarne un paio, il “laccio californiano” ed il “volo dell’angelo.

Tony Fusaro: Forte dall’aver acquisito la conoscenza delle “mosse” da un punto di vista tecnico (bloccaggi, chiavi articolari, ponti, calci, spazzate), mi feci trasportare dalla fantasia dettatami dagli stessi atleti-lottatori e lottatrici. Erano così teatrali, colorati e coloriti nei vari atteggiamenti che assumevano dentro e al di fuori del ring (ring inteso come “palcoscenico” dove ognuno di loro interpretava il proprio ruolo vestendo un costume sia psicologico che da attore di ruolo) che mi inventai così un linguaggio altrettanto colorito per presentare questo magnifico sport-spettacolo ad un pubblico che all’epoca non conosceva nulla del catch.

Non è casuale che in Francia, i lottatori, i wrestlers erano denominati con l’appellativo di acteur (attore). Quindi, essendo anche io un attore, principalmente di teatro, mi venne spontaneo di denominare CATCH gli incontri come si usava negli Stati Uniti. Parafrasando anche una frase presa a prestito dalla lingua inglese e cioè:” Catch as can catch” che tradotta volgarmente significa: “Prendi come puoi prendere”, o meglio, essendo io napoletano (ne sono orgoglioso) “Acchiappa e ddalle come meglio te pare”.

E fu così, con il gusto del gioco, della spettacolarità che le mosse dei fantastici lottatori e lottatrici, divennero attraverso la mia edizione italiana, non un commento puramente tecnico (i lottatori, erano talmente bravi nel portare e ricevere attacchi con la preparazione atletica che la tecnica si commentava da sola), bensì giocare, inventando quella terminologia di fantasia che comunque ben descriveva l’azione, infatti ,mi sembrò eccezionale vedere un “Cristo” alto quasi due metri con più di 100 kg di muscoli e talvolta di ciccia, montare sul palo del ring, all’incrocio dove convergono le corde, aprire le braccia a mò di uccello, quindi mimando delle ali, volare giù sul corpo del rivale immobile a terra sul tatami,quasi al centro del ring più o meno privo di sensi per le botte prese prima … e chiamare quell’azione VOLO D’ANGELO.

Ora, onestamente non so se gli attuali commentatori degli incontri di wrestling usino o meno la mia terminologia (ma penso proprio di no). Termini basati principalmente sull’invenzione che dovevano, come hanno fatto,  avvicinare, svagare e divertire un pubblico che amava i suoi beniamini poiché bravi, non solo nel bloccare con una chiave di Nelson il braccio  del malcapitato rivale, ma ad avere atteggiamenti mimici ed espressivi da veri attori.

Mi sembra che tutto sia diventato troppo “serioso” a mio avviso … là dove invece dovrebbe predominare nel commento, l’esaltazione del gioco e dell’abilità acrobatica dei vari lottatori abilissimi nei loro costumi che continuano a recitare, oggi come ieri, ognuno nel proprio ruolo il: “gioco delle parti”.

ITAwrestling: Abbiamo appreso che, a fine programma, seguivi  anche un “angolo della posta” dove venivano lette le numerosissime lettere che il pubblico da casa ti inviava. Quali sono state le domande che più ti sono rimaste nel cuore ?

Tony Fusaro: Non era casuale che nell’ “ANGOLO DELLA POSTA” ( rubrica televisiva di diretto dialogo con i telespettatori nella quale rispondevo alle loro domande pervenute via posta), non era casuale dicevo che, al di là dei complimenti per gli incontri andati in onda, al di la delle richieste di chi sarebbe stato il rivale del proprio beniamino nella trasmissione successiva, le domande più frequenti e quindi quelle che ricordo di più, erano relative ai lottatori mascherati tipo TIGER MASK, o BLACK TIGER. Volevano sapere tutto di loro, chi fossero, quale era il loro volto, quale la loro identità e poi ancora una domanda tipo, si,  quella del cuore e cioè se MIMI HAGIWARA, la mia farfallina bianca, fosse davvero la mia fidanzata, se soffrivo quando combatteva perdendo spesso il match contro la temibile e cattivissima DEVIL MASAMI.

Quanti bei ricordi, quante emozioni … quante migliaia di lettere ricevute.

ITAwrestling: Negli anni successivi alla trasmissione in cui lavoravi, ti è più capitato di seguire il wrestling americano in tv ?

Tony Fusaro: Sono trascorsi tantissimi anni e seguo ed ho seguito incontri di wrestling americani, ma il mio cuore resta e, non per motivi di nostalgia, legato a personaggi dal grande carisma come ANTONIO INOKI, alla bellezza atletica, all’elasticità e alla qualità dei combattimenti di TATSUMI FUJINAMI, senza nulla levare alla “gigantesca“ figura dell’ormai scomparso e compianto ANDRE’ THE GIANT o di BAD NEWS ALLEN, nero, altezzoso e temibile avversario dei più grandi. E per ultimo, ma non ultimo, HULK HOGAN, uno che di combattimenti e di tenacia ne sapeva e ne sa tuttora. Grande campione di judo, cintura nera, olimpionico, se non erro nel ‘60.

ITAwrestling: Cosa ne pensi del wrestling italiano e della voglia/sacrificio che questi ragazzi investono per crescere in questo sport entertainment ?

Tony Fusaro: Ed è proprio da queste figure storiche che i nostri giovani atleti e atlete dovrebbero attingere (come molti di loro già fanno) impegnandosi sempre di più, costruendo “Il Personaggio”, preparando la loro struttura fisica e di combattimento, affinando le tecniche attraverso lo studio e l’apprendimento con grandi sacrifici e vivendo la durissima vita di palestra. Solo così potranno diventare ed essere protagonisti vincenti del wrestling di prima categoria e distinguersi tra i tanti nella miriade di Federazioni che in quasi 40 anni sono nate in Italia, dalla prima messa in onda della puntata numero zero di quella che fu: “IL FANTASTICO MONDO DEL CATCH”.

Io sono orgoglioso di loro poiché mi reputo il loro padre …

Forza ragazze, forza ragazzi, viva il CATCH!

(thanks to Tony Fusaro)

Omar Ronzio
Fondatore ed amministratore del blog sportivo ITAwrestling dal gennaio 2017 ed appassionato di wrestling e fitness. Dopo più di 10 anni nella pallacanestro non professionistica consegue il diploma di "Istruttore Di Fitness e Body Building", riconosciuto dal C.O.N.I., nel febbraio del 2006. Metto a disposizione di questo sport le mie competenze da atleta e blogger sportivo in modo da poter dare maggiore voce al wrestling italiano.

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