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Intervista a Luca Arosio “KYO”

Intervista a Luca “KYO” Arosio

Luca Arosio “KYO”, nonostante gli incessanti impegni sportivi di questo periodo, risponde alle domande poste dalla Redazione di ITAwrestling.

ITAwrestling: Un saluto a tutti gli amici di ITAwrestling. Oggi siamo in compagnia di Luca “KYO” Arosio, pro wrestler che, attualmente, milita in diverse federazioni italiane. Prima di tutto ti ringraziamo KYO per la disponibilità. E’ un piacere per noi poterti fare delle domande dirette.

ITAwrestling: Come prima domanda vorremo capire cosa ti abbia indirizzato a scegliere uno sport di intrattenimento come il wrestling ?

Luca Arosio: Vi ringrazio per la domanda ed è molto curioso come io abbia iniziato a fare pro wrestling. Ho anche fatto un paio di lezioni di grappling, ma non mi sono poi mai cimentato nella lotta libera. Ho anche un background di karate shotokan.

Il pro wrestling è una disciplina che prevede quota parte di intrattenimento e la modernità di un format vincente come Lucha Underground mostra quanto devono andare di pari passo entrambe le cose.

Onestamente, ero stanco di guardare pigro (mangiando cibo spazzatura) il pro wrestling WWE dal divano alquanto estasiato prevalentemente da big men nerboruti e, con l’uso di quattro bellissime trademarks, dopo aver conosciuto a Smackdown Rey Mysterio, ho pensato a come una persona, attorno ai 170 cm, potesse cimentarsi in questa disciplina.

In realtà era tutta ironia in quanto il nano, come me, lo apprezzavo sin dai tempi in cui ci deliziava contro Malenko o Ultimo Dragon. Seguo il pro wrestling dai tempi in cui Sayama e Billington si incrociavano in uno dei feud considerati pietre miliari della storia del wrestling.

La prima realtà che ho conosciuto in Italia è stata la ICW e dopo aver visto dal vivo un loro evento, ho preso in considerazione di iniziare ad allenarmi presso la loro Academy.

 

ITAwrestling: Hai mai avuto la possibilità di seguire le grandi leggende della WWF ?

Luca Arosio: Se intendete come grandi leggende personaggi del calibro di Steamboat, Flair, Vaziri, Snuka, De Biase, Hennings, Poffo, Piper,Buckland, gli Harts, Shawn Hickenbottom, Jannetty, Von Erich ecc… ( ho solo menzionato i miei favorite dei tempi) assolutamente si, in quanto sino a qualche anno fa possedevo ancora le VHS in casa. Ho visto e rivisto i loro match e da worker ho studiato anche dei loro spot. Poi con il termine “leggenda”, onestamente, cosa si intende? Chi ha vinto cinture ed è stato costruito per essere vendibile ad un determinato pubblico, oppure chi ha realizzato spot e manovre che rimarranno negli annali? Chi riempiva palazzetti solo per nome e presenza, oppure chi lavorava con competenza e professionalità rimanendo fonte di ammirazione per le future generazioni? Ad esempio, ricordo che molti miei compagni di classe, che non hanno mai praticato pro wrestling , consideravano da bambini leggende personaggi come Ultimate Warrior, Papa Shango, Hulk Hogan, Nash e Zeus, ma io ho sempre percorso i miei binari e tuttora tra le mie leggende, nonostante si cerchi di farlo finire nel dimenticatoio per la pessima fine, c’è <a href=”https://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Benoit”>Chris Benoit</a>.

 

ITAwrestling: Agli esordi, non ti sei mai trovato a disagio nei live show di fronte al pubblico ?

Luca Arosio: Dipende dal pubblico. Ho provato spesso del disagio, parecchio, ma non solo nella relazione con chi ti sta di fronte sul ring, ma anche con chi lo calca. Con il tempo, però, ha prevalso l’equilibrio verso quel genere di mentalità. Mi adatto quindi alle loro richieste e alla situazione. Bisogna essere flessibili in tutto, soprattutto nel nostro sport.

 

ITAwrestling: La preparazione e l’allenamento di un wrestler richiede particolari sforzi ?

Luca Arosio: Come in ogni sport, se affrontato in modo agonistico, il divano ed il McDonald’s diventano un’eccezione e non la regola. Io, ad esempio, non ho in casa la TV e non seguo nessun programma in particolare. Chi è stato in casa mia sa che è stata adibita una stanza a palestra. In realtà, per la mia visione concreta e autocritica, penso di fare minimo un allenamento per salire su di un ring, anche se personalmente vorrei allenarmi di più. Purtroppo le finanze entrano da occupazioni concrete e solide che lasciano meno spazio ai sogni. In ogni caso, il mio piano di allenamento è ripartito su 5 sessioni a settimana, variando tra cardio, ginnastica, pesi e workout prettamente tecnico sul quadrato.

 

ITAwrestling: Come ti trovi nelle realtà in cui militi e com’è il tuo rapporto con gli altri membri del roster ?

Luca Arosio: Onestamente faccio di tutto per trovarmi a mio agio con chi mi confronto. Non esiste il timore reverenziale ed il rispetto da me lo ottiene più chi dimostra veramente quanto vale di chi presenta il proprio curriculum vitae. Ho sentito troppi racconti di fantasia solo per dare retta alle parole. C’è gente che, in una intervista, ha raccontato di Nishimura che lo voleva portare in AJPW (credibile quanto Godzilla che dorme nella mia vasca da bagno). Non possiamo avere tutti le stesse idee e la stessa visione, l’importante è che il fine sia la realizzazione di un ottimo evento dando il massimo sul quadrato. Però devo ammettere che, attraverso il pro wrestling, ho trovato degli amici veri che mi dicono le cose in faccia ed accettano anche la mia opinione. A dimostrazione di questo fatto, ho anche conosciuto la mia attuale convivente in FCW.

 

ITAwrestling: Per quanti anni ancora pensi di poter essere al top e garantire dei live show di qualità ?

Luca Arosio: Ho avuto la fortuna di allenarmi e confrontarmi con chi ce la sta facendo, comprendendo che il lavoro da fare è tantissimo. Il presuntuoso, oppure chi si sovrastima, è convinto di poter arrivare solo perché si butta, invece bisogna sempre lavorare su noi stessi per raggiungere qualunque traguardo piccolo o grande che sia. Nel mio caso specifico la vedo nell’ottica presentata in un film di Aronofsky che racconta grandissime verità. Praticamente un vangelo e consiglio a molti di vederlo con occhio critico e mente aperta. Penso però che nel nostro panorama ci siano ragazzi di talento che hanno lavorato sodo e fatto determinate scelte, ma che non militeranno in tempi brevi nei main roster di realtà europee conosciute a livello mondiale come la Progress o Insane Champioship Wrestling. Ricordo però un match visto di recente da parte di un ragazzo che è partito dall’Italia, ha girato il mondo ed ha avuto un booking contro un pro riconosciuto a livello mondiale. Il suo nome è Massimo Italiano ed il match a cui faccio riferimento è quello contro Doug Williams.

Nel piccolo, l’importante è garantire a tutto il pubblico qualità e soddisfare le aspettative.

 

ITAwrestling: Cosa ti senti di consigliare a chi vuole iniziare un percorso sportivo nell’ambito del wrestling ?

Luca Arosio: Allenarsi, sia tecnicamente che atleticamente, studiare le diverse sfaccettature del nostro sport. Sono tantissime e spesso viene sintetizzato il tutto nella mera psicologia . Non c’è nessun trucco di Pulcinella, solo un amante del buon pro wrestling ( brutta parola da dirlo…fan) con l’impegno diventa un ottimo pro wrestler. Non lo dico io, basta leggere qualche biografia di seri professionisti.

 

ITAwrestling: Ti ringraziamo molto per la disponibilità dimostrata, per la sincerità e l’ironia che ti ha contraddistinto per tutta la durata di questa intervista. Ora possiamo lasciarti ai tuoi impegni. Ancora grazie dai lettori di ITAwrestling.

 

(fonte foto profilo Facebook Luca Arosio)

Omar Ronzio
Fondatore ed amministratore del blog sportivo ITAwrestling dal gennaio 2017 ed appassionato di wrestling e fitness. Dopo più di 10 anni nella pallacanestro non professionistica consegue il diploma di "Istruttore Di Fitness e Body Building", riconosciuto dal C.O.N.I., nel febbraio del 2006. Metto a disposizione di questo sport le mie competenze da atleta e blogger sportivo in modo da poter dare maggiore voce al wrestling italiano.

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